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sabato 2 aprile 2011

Politica: Spagna normale, Italia straordinaria

Sono stupefatto dalle reazioni italiche in merito alle dichiarazione del premier spagnolo Zapatero che annuncia che non si ricandiderà alle prossime elezioni politiche.
Sembra che per molti sia un alieno, mentre a dire la verità Josè Luis è semplicemente un normale politico occidentale. Siamo noi gli extraterresti perché quando il premier spagnolo non era ancora nessuno noi spacciavamo i soliti politici. Avevamo Berlusconi presidente del consiglio e i leader di partito erano i soliti Fini, Casini, D'Alema, Veltroni, Bossi, Rutelli, Di Pietro... Da noi non è cambiato nulla e mentre nelle palazzi del potere europeo si cambiavano i leader (in modo naturale e senza alcuna schizzofrenia) noi rimanevamo immobili. 
Non ho capito se siamo il paese con i migliori politici del mondo (da cui non possiamo dividerci) o se vogliamo semplicemente copiare alcuni Paesi della sponda opposta al Mediterraneo (dove però le cose stanno finalmente cambiando).

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martedì 14 dicembre 2010

Se fossi... Berlusconi


Se fossi il capo di un partito oggi mi comporterei così:

Se fossi Fini sarei "leggermente" incazzato per il "tradimento" dei miei (3 voti ben più decisivi degli Scilipoti di turno). Se fossi Fini da oggi inizierei a votare contro tutti i provvedimenti della maggioranza, iniziando il vero Vietnam e allungando il più possibile l'agonia di Silvio. Se fossi Fini però mi dimetterei dalla presidenza della Camera... perché bisogna anche avere un'etica politica.

Se fossi Bersani, la finirei di aprire ad alleanze tecniche con tutti. Inizierei seriamente a mettere su alleanze di governo con SEL, IDV, Radicali, Socialisti e Verdi. Inizierei la campagna elettorale.

Se fossi Di Pietro chiederei scusa a tutti per gli ennesimi voltabandiera messi in lista

Se fossi Veltroni andrei in Africa solo per la grande scelta del "capolista" in Veneto Calearo.

Se fossi Casini cercherei un accordo per un Berlusconi Bis... le elezioni disintegrerebbero il terzo polo.

Se fossi Berlusconi (o Bossi) andrei di fretta al Colle a rassegnare le dimissioni. Sfrutterei la "maggioranza" (relativa) nei due rami del parlamento per iniziare la campagna elettorale. 314 voti alla Camera sono troppo pochi per non cadere in agguati dei Vietcong Finiani. Visti i sondaggi e la legge elettorale potrei rivincere le elezioni (certo con un maggiore peso di Bossi... ma con un baratto giustizia federalismo risolverei tutto) e annientare politicamente il terzo polo e Fini.

Oggi ha vinto solo Silvio (anche economicamente, visto che Mediaset sta guadagnando il 4% in Borsa). Abbiamo perso tutti, ed ha perso sopratutto Fini. Ed intanto Roma è nella guerriglia...


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sabato 25 settembre 2010

Fini non convince


Fini non convince. Strano che uno come lui sia sotto scacco del cognato. Strano poi che siano tutte coincidenze, dalla casa data ad AN al fatto che poi casualmente l'affittuario (?!?) sia proprio l'amato cognatino. Non convince perché a parte i buoni propositi poi è sempre li ad aiutare il suo carnefice.

Ma alla fine questo Paese è fermo a parlare di nulla... di case con affitti facili, ed intanto la disoccupazione aumenta e la crisi è sempre li... immobile...

La cosa che più deprime è però che in tutto questo clima di sfascio del centrodestra a sinistra si fa anche di peggio e si gioca a chi piscia più lontano... Il PD è un partito morto grazie ai Veltroni, D'Alema, Bersani e a tutte le altre comparse che stanno li a giocare a fare i grandi politici del fischietto... (intanto i Labour inglesi innovano... alla faccia nostra)

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martedì 11 maggio 2010

Un PD "invidioso" del PDL


Sembrava quasi strano che per la prima volta i problemi fossero solo e soltanto nello schieramento avverso. Fatto sta che i "gloriosi" capetti Democratici colti dall'invidia hanno alzato anche loro un bel polverone interno, con la differenza che le questioni sollevate nei democratici sembrano davvero banali rispetto al duello Berlusconi-Fini.

La minoranza PD che fa? Solleva le complesse questioni sul partito light e maggioritario, questioni di "primaria importanza" rispetto alla crisi ai licenziamenti e alla cassintegrazione dominante nel paese. Che dire.... come al solito complimenti al PD, per i grandi temi trattati.

Ed intanto invece la maggioranza del PD (anche lei assorta a risolvere i problemi del Paese, fra un "ma vada a farsi fottere" e una sollevazione a Ballarò, si comporta come la maggioranza del PDL cercando di ridurre la "democrazia interna e dal basso". Come? Eliminando dallo statuto le primarie per la designazioni di candidati sindaci, presidenti di provincia e regionali. Cosa strana, proprio nel momento in cui questo sistema è davvero funzionato come nel caso "Vendola".

Avrei capito la modifica dello statuto per quanto riguarda l'utilizzo delle primarie per l'elezione dei segretari (in fondo non ha senso utilizzare le primarie se poi il segretario non è di conseguenza anche candidato presidente del consiglio a causa di un sistema elettorale non propriamente maggioritario), ma quella per le cariche politiche e amministrative proprio no. Anzi mi sarei aspettato che il sistema "primarie" fosse esteso anche alla formazione dei listini bloccati delle elezioni politiche, considerando che difficilmente il porcellum verrà modificato a breve (non lo abbiamo fatto quando eravamo al governo, pensa un po' se lo fa il divorziato di Arcore).

martedì 30 marzo 2010

Analisi a tiepido


Per il centrosinistra non è ne una vittoria ne una tenuta, francamente mi aspettavo un risultato migliore, sopratutto per quanto riguardo il Piemonte. Il PD mantiene paro paro il risultato tragico delle Europee (attaccano il PdL, ma di autocritica manco a parlarne). Grande Vendola, che i capocci del PD volevano troncare. La coalizione di Sinistra se ha vinto è solo grazie a Nichi.
Ora mi aspetto che Nichi di faccia a meno di tutto quel sottobosco pieno di ombre che abbonda nel PD pugliese.
Passiamo a Castellaneta. Ottimo risultato di Rubino, che se non fosse stato per la debolezza fuori dal paese avrebbe puntato direttamente in regione, alla faccia dei senza vergogna presenti nel PD locale che hanno fatto campagna elettorale contro. Parlavano di voto utile.... infatti hanno ridotto il partito ad una percentuale di consensi vergognosa. Ora mi aspetto davvero da via Vittorio Emanuele un bell'esamino di coscienza e che si mettano da parte o che semplicemente ammettano l'errore per ricostruire qualcosa insieme. Le personalità forti nel centrosinistra locale ci sono e devono essere usate e coinvolte.

Ed infine un appello finale. Voglio Vendola a capo del centrosinistra e capo di un ipotetico partito unitario della Sinistra (da SEL all'IDV passando per il PD), e un bel fuori dalle scatole ai vari D'Alema e Veltroni che in questi danni hanno fatto più male che bene a tutta la Sinistra e ridotto un partito al 26%. Solo tornando ad essere Sinistra possiamo strappare l'Italia alle destre!

p.s. da oggi non c'è più moderazione ai commenti

aggiornamento.

Leonardo Rubino batte Lista del PD 1437 a 1093. Non male per uno che doveva "solo" rubare voti al PD....

lunedì 25 gennaio 2010

Nichi vince, i capibastone NO


Vendola vince!

Francamente non me l'aspettavo (almeno così ampia), ma meglio così!

Ma la vittoria di Vendola è anche una grossa sconfitta del PD (o meglio dei suoi capibastone), sia nazionale, che pugliese che di molte, moltissimi circoli locali. Ai pugliesi non va giù che a decidere siano sempre e solo i capi per movimenti e strategie molto fumose e che nascondono molte insidie. Il PD regionale ha sbagliato ed ha gestito malissimo tutto quanto, sin dall'inizio. Le primarie erano l'unica possibilità ma a Roma e a Bari se ne sono convinti solo due settimane fa. A Roma e a Bari non hanno capito che le primarie devono esserci sempre (se ci sono dubbi e più candidature) e che sopratutto non ci devono essere candidati unitari o di partito... Le primarie funzionano se e solo se sono libere... In questo caso i pugliesi non hanno obbedito ai capetti del PD ed hanno scelto la riconferma di Vendola.

Ora come minimo mi aspetterei dal PD nazionale, regionale e anche di molti circoli regionali un bell'esamino di coscienza e che "qualcuno" si faccia anche da parte (non dico dimettersi dagli incarichi di partito, ma almeno di stare un po' in silenzio).

Il PD ha perso per le prossime elezioni un sicuro elettore (il sottoscritto) per via della gestione fallimentare delle candidature per le regionali (non solo pugliesi, ma anche lombarde, laziali, umbre.....). Se in futuro vorranno riconquistarmi dovranno cambiare decisamente rotta.

sabato 21 febbraio 2009

PD: non ci siamo proprio


Si continua a navigare a vista, è questa l'impressione di quello che sta accadendo oggi a Roma. Franceschini sarà il prossimo segretario con percentuali bulgare.
Ma non è questo a preoccuparmi ma proprio l'intervento del prossimo segretario a tempo (o a ore): non ci sono ancora obiettivi e linee politiche continua il ma-anchismo e le idee nette sono un miraggio (trovate l'intervento di Franceschini e calcolate quante volte si continua ad usare il "ma anche").

Nessuna novità sotto il sole, ed era proprio quello che mi immaginavo. Prevedo per le prossime elezione un'ecatombe.

Scusate ma in questo partito non ci credo più (e difficilmente lo rivoterò)

martedì 17 febbraio 2009

Sconfitta Sarda: PD colpevole!


La sconfitta Sarda ha un solo imputato: il PD e i suoi vertici. Il resto è solo fuffa. E' inutile scaricare le colpe all'elettorato (bue). Il popolo ha fatto una scelta semplice e mirata. Ha scelto Berlusconi (perché Cappellacci non l'avrebbe votato nemmeno sua mamma), rispetto ad un gruppo regionale del PD che voleva fare le scarpe a Soru (l'ex governatore ha preso infatti molti più voti delle sue liste) e contro un partito che a livello nazionale non ha ne un'entità ne una linea politica.

Io nel PD ci avevo creduto (e forse ci credo ancora), ma come spesso accade i dirigenti (Veltroni compreso) non hanno fatto il loro dovere. Non hanno creato un partito ma hanno continuato a tener su un'apparato in cui difendere le varie posizioni ereditate dai partiti che hanno generato questa scatola vuota.

Ed ora?

Le dimissioni di Veltroni sono sacrosante, una sconfitta del genere non ha altre soluzioni. Un congresso sarebbe auspicabile ma non credo ci saranno i tempi tecnici per farlo prima delle Europee (e della sciagura elettorale che esse porteranno). La segreteria collegiale non è una soluzione sopratutto se alla guida del partito vi saranno tutti coloro i quali hanno contribuito a tutto questo (Rutelli, Fioroni, Fassino, D'Alema....).
Il futuro del PD è solo uno: trasformarsi in partito socialdemocratico (con chiara collocazione politica europea), prendere delle posizioni nette e fare una vera opposizione al governo Berlusconi (finora lasciata colpevolemente a Di Pietro). Chi non è daccordo (TeoDem) potrà e dovrà lasciare il partito e trovare un'altra collocazione naturalmente più affine. Il PD dovrà essere la casa degli ex comunisti, ex socialisti e dei cattolici riformisti e dovrà aprirsi alle altre forze progressiste (Sinistra Vendoliana e PS) e di fatto dovrà cercare alleanze di volta in volte con le altre aree vicine (i liberalpopulisti di Di Pietro e la Sinistra Comunista e il Centro). Da oggi cadono definitivamente alcuni miei dogmi. In Italia non siamo ancora pronti a sistemi maggioritari e bipartitici.

giovedì 17 luglio 2008

Congresso e tesseramento.

Sottoscrivo completamente un post di Innoxius. In questo stato di confusione generalizzata e notte dai lunghi coltelli, che si sta verificando nel PD è necessario un congresso.
Un congresso per capire dove vogliamo andare e cosa vogliamo essere. Un congresso per evitare le mille linee delle mille correnti. Un congresso per avere finalmente maggiore chiarezza.
Forse lo hanno capito anche Veltroni e gli altri dirigenti, che proprio in queste ore hanno lanciato il tesseramento: tesserare perché si vuole avere chiarezza sulle dimensioni della base sul quale poi oganizzare i vari congressi e sicuramente anche per una natura meramente economica (le tessere sono delle entrate sicure, e non aleatorie come le donazioni).
Di fatto Veltroni in queste ore sta accantonando l'idea del "Partito Liquido" all'americana, che sin dall'anizio aveva fatto storcere il naso ai più, proprio per il differente contesto culturale italiano ed europeo.

Io fra le due opzioni ho sempre preferito la tessera, perché a differenza di una ricevuta da un maggiormente senso d'appartenenza.

Dove (e se) farò la mia tessera? Francamente non lo so. Al momento appartengo al Circolo tematico Universitari Democratici di Milano (anche se in realtà ho soltanto votato per le primarie, per l'elezione del coordinatore e a qualche altro incontro). Non sono però molto soddisfatto dell'organizzazione che si è dato questo circolo, che pur essendo tematico ha accantonato i temi dell'Università e della Ricerca per assomigliare ad un circolo qualsiasi, con struttura scimmiottata dal governo ombra (che già non è che mi esalti).
Mi risulta poi assai difficile un'iscrizione al circolo del mio comune di nascita per semplici motivi logistici (a casa ci sono solo un paio di mesi l'anno), anche se una mezza intenzione ce l'avrei.
Le ipotesi al vaglio sono molte (altri circoli milanesi?!?), ma ci penseremo durante le vacanze...

venerdì 20 giugno 2008

Bravo Berlusconi!

Non sto scherzando, sto parlando seriamente!
Mentre i nostri si aggrovigliano su questioni senza alcun senso Berlusconi continua a far crescere mattone dopo mattone la sua popolarità nel popolo italiano.
Mentre il PD si scorna sul nome di una festa e sulla sua collocazione europea, Silvio mette al lavoro il suo governo.
Ed ecco che per la prima volta anche a destra si inizia a parlare di liberalizzazioni (avevamo ragione noi allora!), ed ecco che si arriva a soluzione nette (e anche discutibili... a almeno ci sono) sui rifiuti campani, che saranno anche viste male dalla popolazione locale, ma che fanno gran presa sul resto degli italiani.
Brunetta affronta a muso duro un brutto male della burocrazia italiana, gli assenteisti e i fannulloni che per la prima volta (anche se lo aveva già detto il nostro Ichino) non avranno più vita facile e non saranno protetti negli enti pubblici.
Non solo, affronta il problema sicurezza (anche se in modo a mio parere discutibile con l'esercito) proprio come lo vuole la gente, con più uomini in divisa (!?!) sul campo e senza nemmeno la legalizzazione delle sgangherate ronde (padane e non).
E nella scuola ormai ridotta ad uno schifo dall'alternarsi di riforme (di tutti i colori possibili) che hanno reso il percorso più confuso e difficile si parla anche di merito dell'insegnamento e dello studente.
In ognuna delle cose fino ad ora elencate ci sono sicuramente molte, moltissime cavolate (ma non a caso io sono di Sinistra e lui rappresenta la Destra), ma ci sono anche tante cose da non prendere alla leggera, visto che rispecchiano e risolvono richieste che provengono proprio dal basso.

La Sinistra continua a sbagliare (e per fortuna Veltroni ha capito che fair play lo stava per distruggere) e continua ad arroccarsi su posizioni che per la gente comune non sono molto importanti. Alla gente non importa con quale nome si chiamerà la festa del Partito Democratico, così come non interessa dove si andranno a sedere gli eurodeputati del PD (semmai quelle sono cose che interessano a chi fa politica!) o chi è il ministro ombra tal dei tali. Alla gente interessa solo che un governo o un politico risolva problemi (e per primi quelli più urgenti).
Allo stesso tempo la gente (sopratutto quella di sinistra) non ha fiducia di un partito che promuove al grado superiore chi viene sconfitto (vedi Finocchiaro e relativo cappotto siciliano e Rutelli) in barba ad ogni principio democratico!

Come dico dal giorno dopo la sconfitta delle politica, la Sinistra avrà un futuro solo se riuscirà ad accoggliere e a risolvere i problemi della gente, ma purtroppo la nostra classe politica ancora non l'ha capito...


martedì 27 maggio 2008

Primarie vere, primarie sempre

Aderisco all'iniziativa lanciata negli scorsi dal circolo on-line del PD "Barack Obama" Primarie Vere primarie Sempre.


Riporto il manifesto della campagna:

Noi crediamo nel rinnovamento della politica, e crediamo nel Partito Democratico come strumento di questo rinnovamento. Insieme a milioni di altri cittadini siamo andati a votare alle primarie del 14 ottobre, dando a Walter Veltroni il mandato per guidarci nella costruzione del nuovo partito. Il cambiamento incontra sempre delle resistenze, specialmente quando comporta il rinnovamento delle classi dirigenti. Oggi, dopo la sconfitta alle elezioni, si sentono voci che chiedono di riesumare la tradizione dei partiti che hanno fondato il PD, la gloriosa tradizione dei partiti politici italiani del 900. Noi non siamo d’accordo.

Parafrasando Gandhi, noi vogliamo che il PD sia il cambiamento che vuole nel Paese. Noi vogliamo nel PD più meritocrazia, più responsabilità personale, più trasparenza, per una democrazia partecipata capace di ascoltare le voci del territorio. Queste elezioni ci hanno colto in mezzo alla fondazione del nuovo partito, e non c’è stato il tempo e il modo di organizzare le primarie come previsto dallo Statuto appena approvato e come chiesto da molti di noi. Deve essere l’ultima volta che succede!

Noi rinnoviamo il nostro mandato al segretario, perché prosegua sulla strada che porta ad un partito a vocazione maggioritaria anche al suo interno, dove il dibattito sia libero ma le indicazioni date dai suoi sostenitori, attraverso il meccanismo delle primarie, vengano sempre rispettate. Noi chiediamo che il Partito Democratico si strutturi attorno a questo meccanismo - che è stato la novità più importante ed apprezzata degli ultimi anni - in modo da poterlo utilizzare per tutte le candidature a cariche pubbliche. Primarie vere, in cui si confrontino non solo i candidati, ma anche i programmi, in modo che noi elettori possiamo fare scelte consapevoli. Primarie sempre, già a partire dalle prossime elezioni locali ed europee.

Walter Veltroni non è stato eletto in previsione di elezioni a breve termine, ma per guidare la fondazione del Partito Democratico. Ora che abbiamo perso queste elezioni anticipate, che non volevamo, ora che non ci sono più emergenze da inseguire, vogliamo che il nostro segretario concluda l’opera cominciata. Poi, alla vigilia delle prossime elezioni politiche, si sottoponga a nuove, vere primarie, in cui i sostenitori del PD - e non i dirigenti di partito - decideranno da chi vorranno essere guidati nelle prossime elezioni politiche. PRIMARIE VERE, PRIMARIE SEMPRE!


lunedì 28 aprile 2008

Ricostruiamo da Roma!

La sconfitta di Roma è grave per il Partito Democratico ed assume connotazioni a livello nazionale.
Non credo come molti che le colpe vadano affibbiate a Veltroni. Veltroni comunque è riuscito a recuperare una decina di punti in un mese, nonostante la distruzione e il clima da dopoguerra che era presente nel centrosinistra.
Partiamo da una considerazione. Non è giusto oggi dare la colpa ne alla Sinistra Radicale, ne ai Socialisti ne a tutti gli altri (associazioni GLBT) che non hanno appoggiato Rutelli. Faremmo lo stesso sbaglio di Diliberto & Co. che hanno dato la colpa a Veltroni, al PD e ai simboli tradizionali (il rosso e la falce e il martello).
Ha sbagliato il PD e le sue gerarchie nel riproporre una minestra riscaldata che pur essendo al tartufo, non ha ben rappresentato Roma e i romani.
I dati parlano chiaro. A Roma rispetto al ballottaggio per le Provinciali (Zingaretti presidente) perdiamo circa 70000 voti e circa il 5% disperso forse tra non voto e scelta verso Alemanno e di sicuro avrà anche influito l'onda lunga del risultato politico. Inoltre bisogna anche considerare la vittoria della Sinistra nella maggioranza dei municipi romani...
Mi chiedo il perché non si è ad esempio pensata la scelta di Zingaretti per il Campidoglio? (saranno sempre il solito retaggio di divisione/spartizione dei posti fra i Diessini e Diellini?)
Abbiamo sbagliato come Partito perché in queste elezioni (e a quelle politiche) non abbiamo saputo fare le scelte nel segno dell'innovazione o con la giusta lucidità. Non abbiamo avuto ne il coraggio di innovare ne il tempo per poterlo fare. Non abbiamo azzeccato alcune cose nella scelta degli organismi dirigenti (spesso troppo vicine alle logiche della spartizione fra i due partiti che hanno generato il PD, che non a creare un Partito Nuovo). Dobbiamo ritornare anche noi fra la gente ed evitare di iniziare lotte di potere all'interno delle sezioni. Alla gente non interessano queste cose, ma la concretezza dei problemi della vita quotidiana.
Forse oggi è giusto convocare un congresso nazionale per rivedere le cose, cancellare le storture di questa prima fase del PD e migliorare, per poterci presentare alle prossime elezioni Europee con l'ambizione di vincere e di capovolgere il risultato.

Non possimo fare un Partito Nuovo se continuiamo a fare affidamento ai sindaci del boom dei primi anni '90, forse è arrivato il momento di dare una scossa alla politica della sinistra riformista italiana.

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martedì 15 aprile 2008

Sconfitti! Analisi del voto

Dopo il risultato di ieri sera non si può giocare con le parole. La Sinistra è stata sconfitta e Berlusconi torna al governo per la terza volta.
Ci eravamo illusi di poter vincere (o almeno di pareggiare) ma la realtà è stata molto dura.

Il giorno dopo però, bisogna iniziare a fare delle analisi del voto.

Il PD contrariamente a quanto pensato non riesce a superare la soglia magica del 35% e allo stesso tempo non riesce a catturare il consenso giovanile (alla Camera ottiene il 33,2% contro il 33,7% del Senato). Allo stesso tempo da questi dati non si evince un gran risultato del cosiddetto "spauracchio" del voto utile che secondo la Sinistra Conservatrice ci avrebbe aiutato alla Camera.
Il PD però riesce comunque a fare meglio rispetto al 2006 incrementando di 1,9% alla Camera e del 5,7% al Senato (dove però si era scelta, in modo errato, la corsa separata).
Tutto sommato a mente più lucida (di quella di qualche giorno fa immersa in banchetti e comizi), si può dire che il risultato del PD è positivo (anche se al disotto delle migliori aspettative), anche perché partivamo da condizioni politicamente disastrose (caduta del governo Prodi, situazione Alitalia e Rifiuti Campani) e avevamo un Partito in fase di Costituzione che si è trovato di colpo immerso in una gara elettorale (ecco anche lo sbaglio di alcune candidature...).
Il nostro alleato L'Italia dei Valori, ha ottenuto un ottimo risultato (+2% alla Camera) riuscendo a drenare parte del consenso alla Sinistra Conservatrice.

La Sinistra Arcobaleno è la vera sconfitta di questa campagna elettorale. Dispiace non avere una voce della Sinistra Conservatrice nel Parlamento, ma di fatto non si può che notare che questa compagine (che si sta autosciogliendo in queste ore) ha sbagliato completamente la sua campagna elettorale. Ha puntato tutto sul Contro PD dimenticando che il ceto sociale alla quale si presenta vuole sentire parlare di problemi reali. In molti delle classi sociali più bassi hanno quindi preferito nel Nord Italia la Lega Nord (+3,7%) e la destra in generale.

Che dire il PD ha fatto benissimo a scegliere la via solitaria, anche perché vedendo i dati di tutta la Sinistra non avrebbe comunque governato. Ha tracciato un solco per il futuro e la sua scelta ha portato una vera rivoluzione nel parlamento dove ci saranno solo 5 gruppi parlamentari (un passo in più verso la semplificazione in senso occidentale). Fanno sorridere le parole sconsiderate di qualche alto esponente della SA che ancora se la prende contro il PD, non vedendo nel suo occhio il pilone, i leader (Bertinotti e Boselli) che si sono dimessi hanno dimostrato di avere saggezza...

Sul PdL e sulla suoi alleati non posso che fare delle considerazioni. Il Popolo delle Libertà non è (ancora) un partito e risente (ancora) delle forti distinzioni interne. Sull'alleanza credo peserà tantissimo la forza della Lega Nord, quindi ci aspetteranno 5 anni di opposizione seria e costruttiva, che non si farà indietro di fronte a Riforme condivise.
Veltroni
ha già dimostrato di essere un leader di stampo europeo con la telefonata di ieri, Berlusconi ancora no. Non ci resta che attendere quello che succederà nei prossimi giorni, mesi, anni, sperando che il PD diventi qualcosa di più forte e di più radicato di quello che oggi.

venerdì 11 aprile 2008

Si può fare!

Ieri abbiamo preso tanta pioggia in piazza Duomo, ma c'eravamo (100000 come diceva l'organizzazione o verosimilmente meno poco importa), abbiamo volantinato, allestito gazebo e fatto fuori (con offerta) in pochi minuti oltre 200 bandiere e tantissimi gadget e ombrelli (che poi hanno costruito un bellissimo tricolore).
Veltroni si è dimostrato davvero nuovo, mai risposto alle provocazioni con insulti (cosa che sta innervosendo Silvio B.) e sopratutto portatore di un'idea nuova di Sinistra. Fra i tantissimi punti toccati i più bei momenti sono stati quelli del NO alle Mafie e il ricordo del grande Enzo Biagi.
Bellissimi passaggi sulla scienza, sulla ricerca e sanità di un grande Veronesi, ma anche un incontenibile (una gran bella sorpresa, ha dimostrato di essere bravo e preparato a differenza di quanto detto da tutti i suoi detrattori) Colaninno che ha tenuto la piazza come un vecchio oratore del Partito Comunista
Tanto tantissimo entusiasmo e la consapevolezza che qualcosa di nuovo si può fare.

Il mio treno parte fra poche ore ecco che lascio un bellissimo video che in tanti hanno visto e rivisto, ma che non finisce mai di piacermi!




mercoledì 9 aprile 2008

Perché voto PD!

Mancano pochi giorni al voto, la trepidazione sale così come la speranza di riuscire a strappare una splendida ed inaspettata vittoria viste le basi di partenza (senza però illudersi molto). In molti di noi hanno convinto (gli almeno) 5 amici, altri lo stanno ancora facendo.
In tutto questa cornice mi sono appena accorto di non aver scritto nulla, o quasi, sul perché della mia scelta in favore del PD e di Veltroni.
Probabilmente sarà il mio ultimo post prima del voto, visto che domani sarò occupato dalla solita Università e dal comizio in piazza Duomo col nostro candidato premier e venerdì dovrò partire per tornare nella mia terra espletare il mio voto.

Prima di tutto perché voto?
Votare per non lasciare il mio diritto di scegliere ad altri, ma anche perché come ha detto qualche giorno fa ad un incontro sull'ambiante Realacci chi vota dopo avrà tutto il diritto di lamentarsi con i suoi dipendenti (per dirla alla Grillo).

Perché voto PD?
Sarò abbastanza breve:
Il PD rappresenta la Sinistra che punta a governare a a cambiare (e migliorare) l'Italia ed è l'unica che può farcela.
Il PD offre un programma che è abbastanza preciso e fattibile senza vendere del facile fumo.
Il PD e Veltroni sono la Sinistra più vicini agli standard del Riformismo Europeo.
Il PD è chiaro e per niente populista su materie come Università e Istruzione e riesce a proporre (invece di nascondersi dietro facili NO) su materie come Ambiente, Infrastrutture ed Energia.
Il PD offre anche ottimi spunti sulle materie del lavoro, dell'economia e dell'industria.
Il PD non crede nella lotta di classe ma nel fatto che il figlio dell'operaio abbia le stesse opportunità per migliorare la vita come il figlio del medico o dell'imprenditore o del notaio.
Il PD in caso di vittoria (ma anche di sconfitta) permetterà a donne e giovani una maggiore rappresentanza nelle camere e quindi un ricambio della classe politica, a differenza di altri partiti che pur nascondendosi dietro la parità di sessi nelle liste mantengono le donne e i giovani nelle retrovie.
Il PD ha detto un secco NO alla Mafia e ai suoi voti e non si è permessa di dare dell'eroe ad un mafioso come Mangano... i veri eroi sono tutti quelli (famosi o meno) che hanno lottato e detto no alla malavita organizzata.
Il PD e i suoi alleati dell'IdV sono gli unici che possono evitarci di avere per la terza volta in 15 anni Silvio Berlusconi (così come dice Flores D'Arcais su questo interessantissimo pezzo tratto da Micromega) e la sua ciurma alla guida del nostro Paese.
Il PD affonda le radici nell'antifascismo e quindi non avrà mai nelle sue fila persone come Ciarrapico e Mussolini, ecc.
Con il PD non si avrà il problema di una maggioranza frastagliata, visto che gli alleati del PD confluiranno nello stesso gruppo parlamentare e inizieranno un percorso comune per l'avvicinamento nello stesso soggetto. Non avremo più ne i Caruso che protestano contro il governo, ne i Mastella e i Dini che votano contro! Il PD inoltre non avrà alleati che al Nord e al Sud prenderanno i fucili per futili motivi...

Ci sarebe molto altro da dire, ma non vorrei esser troppo noioso...
Con il Partito Democratico credo si possa realmente e finalmente cambiare l'Italia e renderla più Europea. Il nervosismo del PdL di questi giorni e i giudizi/commenti della gente che si incontra ogni giorno ci dicono che la vittoria non è più miraggio. Un nuovo paese si può (finalmente) fare!!!


p.s. Domani tutti a Milano in Piazza Duomo per il comizio di Walter!

giovedì 3 aprile 2008

PD_Università + varie

Oggi (finalmente visto che doveva nascere il mercoledì prima di Pasqua) nasce a Milano il circolo tematico PD_Università, che raccoglierà docenti, ricercatori e studenti delle università milanesi. Un bel momento per parlare della nostra università e del progetto che abbiamo sull'Istruzione e sulla Ricerca italiana. Il tutto in base alle ottime cose dette sul programma (per fortuna le ultime dichiarazioni attribuite a Veltroni sembrano essere false) e al manifesto redatto in questi giorni da docenti, ricercatori e studenti.

Ci incontreremo a Milano in via Pergolesi, 15 alle ore 20 per un aperitivo e alle 21 per nascita del circolo.
(Per maggiori info clicca sull'immagine)


Varie

  • Qualcuno (Veltroni!!!) dica ad alcuni candidati di pensare prima di parlare e di evitare di fare facili gaffe. Non possiamo far passare il PD per quello che non è perché in giro ci sono troppe iene pronte a tutto pur di evitare di restare fuori dal parlamento o di fare una magrissima figura! Il PD siamo NOI elettori, volontari, ecc. che ogni giorno facciamo del nostro meglio per pubblicizzare il partito e per convincere qualche indeciso... evitate di farci perdere quel poco che stiamo conquistando in questi giorni (in cui fra l'altro la gente si dimostra molta attenta al nostro NUOVO).
  • Lunedì 7 alle ore 9 il circolo PD_Università sarà co-organizzatore di un'interessante iniziativa in cui si parlerà del Programma del PD in merito ad Ambiente ed Energia. Il tutto si terrà presso la Base B, locale accanto la Triennale Bovisa (via Lambruschini, via La Masa), a cui parteciperanno Matteo Colaninno, Pasquale Pistorio, Ermete Realacci e tanti altri.

domenica 30 marzo 2008

Zapetero appoggia il PD

Alla faccia di chi diceva che il PD non è un partito Laico e di Sinistra.
Alla faccia di chi pur di racimolare qualche voto in più ci sta sparando merda.
Alla faccia di chi per colpa di qualche posto non sicuro non ha voluto continuare l'avventura di Uniti nell'Ulivo ed oggi rischia di scomparire.
Alla faccia di quei compagni che sono usciti dal partito perché non avevamo gli ideali del Socialismo Europeo ed ora si è mischiato alla Sinistra Comunista e all'ambientalismo più estremista.
Alla faccia di quelli che non hanno capito che il Riformismo in Italia si può fare solo con la convergenza delle due più importante culture (quella post-comuniste e socialdemocratica, con il cattolicesimo riformista).

Intanto tutta questa gente e i tanti qualunquisti sinistroidi con la puzza sotto il naso iniziano a perdere colpi: vedi l'ingresso nel PD del ministro Bianchi (che lascia SA) o l'appoggio del giornalista Travaglio all'Italia dei Valori (che appoggia Veltroni e nel prossimo futuro inizierà un percorso di convergenza con lo stesso PD).

Ecco cosa ha detto Caldera:

“Qualche settimana fa – ha esordito Caldera- l’Italia guardava con speranza alle elezioni spagnole. Oggi è la Spagna che guarda con speranza all’Italia e al Partito Democratico”.

Jesus Caldera ha portato a Walter Veltroni l’appoggio del primo ministro iberico Josè Luis Rodriguez Zapatero: “Porto tutto il sostegno, con il nostro cuore e le nostre possibilità, al Partito Democratico. Così mi ha chiesto Zapataro e così faccio”.

Caldera inoltre ha sottolineato come secondo lui “ci sia una grande necessità di governi progressisti in Europa” e in vista del 13 e 14 aprile ha mostrato tutto il suo ottimismo: “Sono cosciente che si può fare, come dicono Veltroni e Barack Obama”.

Il ministro spagnolo ha poi ricordato che “Italia e Spagna sono paesi alleati, membri dell’Unione Europea, con molti interessi in comune”.

“Per la Spagna, ha ancora sottolineato Caldera, è essenziale che in Italia ci sia un governo progressista che faccia avanzare l’idea di Europa sociale”.

Caldera ha poi ringraziato Veltroni e il ministro del Lavoro Cesare Damiano per l’invito alla conferenza operaia di Brescia e concludendo il suo intervento ha ribadito con forza: “Caro Walter, hai l’appoggio di Zapatero e degli spagnoli. Crediamo nel progetto del Partito Democratico. Ogni volta che una giovane di Napoli scrive in un blog un post per il progresso, l’Italia avanza. Ogni volta che un lavoratore di Milano distribuisce un volantino del Partito Democratico, l’Italia avanza. Ogni volta che una professoressa di Brescia, quando esce da scuola, decide di collaborare con il progetto di Veltroni e di Damiano, la speranza si amplia. Voglio aggiungermi a questa speranza. Viva il PD, viva un’Italia progressista. Avete il nostro appoggio”.

giovedì 27 marzo 2008

Berlusconi tifa Casini!

Si proprio così. In queste Elezioni e sopratutto al Senato Berlusconi e Veltroni in molte regioni faranno un tifo grandioso per i loro avversari meno pericolosi.
I sondaggi al Senato (come dice Carlop sul suo blog) sono ancora molto incerti e danno tanti-troppi scenari tutti fra loro molto diversi.

In questo clima i due leader dei partiti maggiori non possono che fare il tifo per quei "cespuglietti" che hanno qualche probabilità di entrare a Palazzo Madama.

Il porcellum infatti assegna un premi di maggioranza pari al 55% dei seggi alle coalizioni che che vinceranno nelle varie regioni (difficilmente qualcuno sorpasserà da solo tale percentuale), quindi se i cespuglietti andranno a superare la soglia dell'8% e contestualmente raggiungeranno una cifra significativa, andranno ad erodere seggi al partito concorrente arrivato nella stessa regione al secondo posto.

Quindi Silvio sicuramente tiferà UDC e Sinistra Arcobaleno in Lombardia, Veneto, Friuli, Sicilia, Puglia (ahimè), Molise, Calabria, Piemonte e Campania, mentre Walter in Emilia, Toscana e Umbria.

Per fortuna il tutto è solo sulla carta anche perché vista la notevole incertezza regnante nel nostro paese (e l'alta percentuale di indecisi) il tutto rimane abbastanza aperto. Quindi andate a votare (per il partito a voi più vicino) ma sopratutto se siete elettori del PD e abitate in una di quelle regioni evitate di mettere in pratica quanto detto sopra, visto anche che nulla è certo e che i risultati li avremo solo il 14 aprile (forse!)

Dove sono?

Ecco due bei giochini per individuare il proprio schieramento. Devo dire che in parte non mi trovo d'accordo con le metodologie utilizzate da chi ha fatto questi giochi (che tali rimangono).

Per il votometro redatto da da alcuni ricercatori dell’Università di Westminster mi posiziono inquesto modo:















Per Repubblica io sono qui:



Per voisietequi invece ero molto vicino a PS, PD e IDV .
















Commenti: per Repubblica sono progressista quanto Veltroni e più laico di Bertinotti (ma Bertinotti è laico?!?). Domanda ma con che oggettività sono stati realizzati i sondaggi?

Commento 2: è vero sono su posizioni molto Socialiste, ma il PD ha un futuro che il PS non ha...

martedì 18 marzo 2008

Astensione? No grazie

Torno sul tema, ricopiando sulle pagine il commento del mio amico e collega di facoltà Vincenzo al precedente post.


Astenersi??? Da Aristotele ad oggi i più grandi filosofi europei (Gramsci compreso) hanno sempre pensato che scegliere è la cosa giusta (non avrei manco il coraggio di criticare parole di cotanta saggezza). Schierarsi! Proprio Aristotele diceva che la democrazia è il male minore per cui, piuttosto tapparsi il naso e mettere una croce al partito più vicino (o meno lontano!)

Capisco il dissenso diffuso da parte di molta gente, anche di giovani interessati ed entusiasti della politica nei confronti dell'attuale classe politica. Non scegliere (astenendosi) di fatto è il modo più facile per (non) cambiare e poi sentirsi liberi di criticare! Votare è per me sinonimo di essere responsabile, e anch'io, come Pietro, essendo fuorisede mi faccio i miei 2500 km ad elezione (n.d.r.: io ne faccio 500 in meno! ;D), ma lo faccio perchè è un mio dovere scegliere e non guardare tutti da fuori e poi giudicare. Chi ho scelto non è importante. Se in Italia fosse facile come in Spagna poter governare senza i catto-fondamentalisti alla Binetti oggi non saremmo qui a discutere, ma in Spagna d'altronde hanno seri problemi con i gruppi locali (a chi piacerebbe governare con una estrema Lega Nord??). Per cui non è oro tutto quello che luccica. Zapatero è un leader eccezionale e un riformista serio. E' riuscito a cambiare (con delle politiche economiche, che poi sono il sale della crescita e dello sviluppo, molto simili a quelle del PD, ecco perchè io dico PSOE=PD) un paese in 5 anni perchè ha governato praticamente solo, senza dover costantemente mediare con uno o con l'altro (come purtroppo ha dovuto fare il Prof. Prodi)! Zapatero è il portavoce di una politica nuova (come Obama) che spero possa essere rappresentanta in Italia da Veltroni!

ciao
vincenzo



Arrivederci a dopo le vacanze pasquali!!!