lunedì 28 aprile 2008

Ricostruiamo da Roma!

La sconfitta di Roma è grave per il Partito Democratico ed assume connotazioni a livello nazionale.
Non credo come molti che le colpe vadano affibbiate a Veltroni. Veltroni comunque è riuscito a recuperare una decina di punti in un mese, nonostante la distruzione e il clima da dopoguerra che era presente nel centrosinistra.
Partiamo da una considerazione. Non è giusto oggi dare la colpa ne alla Sinistra Radicale, ne ai Socialisti ne a tutti gli altri (associazioni GLBT) che non hanno appoggiato Rutelli. Faremmo lo stesso sbaglio di Diliberto & Co. che hanno dato la colpa a Veltroni, al PD e ai simboli tradizionali (il rosso e la falce e il martello).
Ha sbagliato il PD e le sue gerarchie nel riproporre una minestra riscaldata che pur essendo al tartufo, non ha ben rappresentato Roma e i romani.
I dati parlano chiaro. A Roma rispetto al ballottaggio per le Provinciali (Zingaretti presidente) perdiamo circa 70000 voti e circa il 5% disperso forse tra non voto e scelta verso Alemanno e di sicuro avrà anche influito l'onda lunga del risultato politico. Inoltre bisogna anche considerare la vittoria della Sinistra nella maggioranza dei municipi romani...
Mi chiedo il perché non si è ad esempio pensata la scelta di Zingaretti per il Campidoglio? (saranno sempre il solito retaggio di divisione/spartizione dei posti fra i Diessini e Diellini?)
Abbiamo sbagliato come Partito perché in queste elezioni (e a quelle politiche) non abbiamo saputo fare le scelte nel segno dell'innovazione o con la giusta lucidità. Non abbiamo avuto ne il coraggio di innovare ne il tempo per poterlo fare. Non abbiamo azzeccato alcune cose nella scelta degli organismi dirigenti (spesso troppo vicine alle logiche della spartizione fra i due partiti che hanno generato il PD, che non a creare un Partito Nuovo). Dobbiamo ritornare anche noi fra la gente ed evitare di iniziare lotte di potere all'interno delle sezioni. Alla gente non interessano queste cose, ma la concretezza dei problemi della vita quotidiana.
Forse oggi è giusto convocare un congresso nazionale per rivedere le cose, cancellare le storture di questa prima fase del PD e migliorare, per poterci presentare alle prossime elezioni Europee con l'ambizione di vincere e di capovolgere il risultato.

Non possimo fare un Partito Nuovo se continuiamo a fare affidamento ai sindaci del boom dei primi anni '90, forse è arrivato il momento di dare una scossa alla politica della sinistra riformista italiana.

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4 commenti:

mikecas ha detto...

vediamo di non fare confusione:
e' una sconfitta di Rutelli e della fazione che lui rappresenta....
Sarebbe il caso che Rutelli si ritirasse almeno una dozzina di passi indietro, insieme a tutta la "squadra" della ex Margherita che ha occupato tutto l'occupabile a Roma, nemmeno fossero la maggioranza....

Pietro_d ha detto...

io credo sia una sconfitta di tutto il PD. vogliamo poi ridurlo a base romana? si, ma credo che da questi sbagli romani dobbiamo anche correggere la rotta nazionale...

continuiamo a dividere cadreghe... quando a Roma c'era la possibilità con Zingarelli di poter vincere.

Rutelli con le ultime affermazioni cade nella banalità... non può addossare la colpa alla sinistra radicale... se fosse in lui mi farei una seria analisi della mia coscienza a ne trarrei delle conclusioni...

delle questioni romani ne so troppo poco, visto che sono un pugliese che vive a milano

BC. Bruno Carioli ha detto...

Una sinistra organizzata, democratica, capillare, attenta.

Vax ha detto...

Io penso che l'errore sia stato quello di candidare Rutelli. A Roma c'era bisogna di una faccia nuova, ma il PD non ha avuto l'accortezza di presentarla. Forse anche perchè mandando Rutelli a fare il sindaco di Roma l'avrebbero avuto meno tra le scatole a livello nazionale.
Oltretutto si sapeva che nel ballottaggio sugli indecisi avrebbe influito il voto nazionale che aveva dato il governo del Paese al Pdl.

Comunque sia la sconfitta va presa con filosofia. Ora il Pd deve continuare a fare la sua politica, deve restare sulla buona strada che ha intrapreso, osservando costantemente il lavoro del Governo che ora non avrà più nessun alibi.