venerdì 4 gennaio 2008

Barack OK

Obama vince la prima fra i Democratici. Hillary perde la ruota e chi se ne avvantaggia è Edwards, che in modo sorprendente arriva al secondo posto.

Bene perché continuo a non comprendere le democrazie “ereditarie”, che si succedono di padre in figlio (Bush padre e figlio), di madre in figlio (Pakistan) e fra congiunti (Argentina!).

Non mi piacciono queste moderne monarchie travestite.

4 commenti:

BC. Bruno Carioli ha detto...

Democrazie ereditarie, sic.

innoxius ha detto...

Obama sta interpretando bene le aspirazioni del Paese, i fatti (se sarà eletto) diranno se le sue sono mere parole. Ma gli USA di un presidente diverso ne hanno bisogno, se non altro perché questo conviene anche a chi non è statunitense. Vedi economia (una crisi americana influisce anche sulla nostra economia, ancora ahimè legata a quella d'oltreoceano, vedi politiche estere.

La Clinton non mi piace assolutamente perché le sue posizioni, in confronto a quelle repubblicane e specie sull'Iraq, mi paiono poco democratiche.

Pietro_d ha detto...

@Innoxius: anche a me non piace una che ritorna al sua passato (da giovane era Repubblicana) e che dimostra in questa campagna di virare al "Centro". Per dirla all'Italiana!

vincenzo ha detto...

Non so...a me i candidati Democratici piacciono tutti e 3:
- Obama: è la novità in assoluto, ed è quello che mi piace di più, per lo spirito e le capacità di coinvolgere.
- Edwards: mi piaceva anche durante la sfida Bush - Kerry
- Hillary: diciamo che mi è piaciuto quello che ha fatto Clinton! durante i suoi mandati le guerre erano stae fatte solo sotto l'egidia dell'Onu..ed erano missioni umanitarie (se così si possono chiamare). in più sarebbe una donna...e anche questa è una novità.

Bisognerebbe entrare nel merito dei programmi...ma mi fa piacere che finalmente anche negli USA si parla di diritto alla sanità per tutti.

la cosa più triste è vedere che i 3 candidati dei Democratici sembrano tutti più innovativi di quelli che oggi esprimeremmo noi del PD. E noi siamo un partito "giovane"

ciao
vincenzo