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venerdì 9 aprile 2010

In Puglia il Partito Democratico si berlusconizza

Propongo anche qui il mio articolo su Giornalettismo.com


Tra “fighetti” e “amici di Giampy” il Pd pugliese è stato travolto da situazioni poco piacevoli, prima l’arresto di Frisullo e poi le accuse di tangenti (10mila euro secondo Tarantini) al “responsabile organizzativo”regionale, nonchè ultimo segretario dei DS Michele Mazzarano.

Di Frisullo ormai conosciamo vita, morte e miracoli, di Mazzarano invece si sa davvero molto poco. Tarantino, per la precisione di Massafra, figlio di operai, si interessa di politica in università dove conosce Beppe Vacca che lo avvicina al PDS. Quindi inizia una carriera da politico di professione e da dirigente regionale e nazionale della Sinistra Giovanile prima e dei DS poi, passando naturalmente nel PD. Un politico poco conosciuto se non agli addetti ai lavori visto che i suoi ruoli sono sempre stati nell’apparato del partito e non nell’amministrazione della cosa pubblica. Il suo nome diventa di dominio pubblico solo durante la campagna elettorale, per via delle accuse di Tarantini alle quali risponde con le “immediate” dimissioni dal partito e con l’abbandono della campagna elettorale. Nei giorni seguenti alle dimissioni, non terrà alcun comizio pubblico (se si eccettua quello di solidarietà e quello di chiusura della campagna elettorale sempre nella sua Massafra), ma i suoi comitati elettorali, presenti in ogni quartiere di ogni paese del collegio, continueranno ad essere aperti e a produrre manifesti ed altro materiale elettorale in cui si terrà a precisare che Mazzarano è sempre eleggibile“.

COME COMINCIO’ - L’affaire Mazzarano ha però radici precedenti. Il politico massafrese viene tirato in ballo per la prima volta dal sindaco di Bari Emiliano per aver organizzato la cena alla quale parteciparono fra gli altri Tarantini e D’Alema. Proprio per questo motivo nelle settimane precedenti alla definizione delle liste, 7 consiglieri comunali del PD di 3 diversi paesi del versante occidentale della provincia di Taranto (2 dei quali del paese di origine del neoeletto consigliere regionale), chiesero con una lettera aperta al PD di non conformarsi al berlusconismo imperante e di rinunciare a presentare candidature di persone poco trasparenti, che nella missiva spedita anche ai giornali locali venivano definiti come “gli amici di Giampy“. Alla lettera seguì una forte controffensiva da parte del segretario regionale del PD Blasi, del coordinamento provinciale di Taranto e di vari esponenti politici locali e nazionali contro i 7 che fra l’altro vennero definiti “sedicenti democratici”, mettendo una pietra sopra ad ogni richiesta di “moralità” nelle liste da parte dei “ribelli”. Passati alla stesura delle liste, quello che balzava agli occhi era la poca concorrenza nel versante occidentale della provincia, gran serbatoio di voti del centrodestra nell’ultimo decennio in cui, secondo logica, sarebbe stato opportuto schierare tutte le migliori personalità disponibili sul campo proprio per drenare il maggior numero di voti possibili alla destra. Stranamente in questa zona della provincia però, venivano spesi solo due nomi altisonanti, sui 10 possibili, (lo stesso Mazzarano e l’uscente Costantino) blindandone di fatto l’elezione e non tenendo conto anche delle altre richieste provenienti dal territorio.

IL PD A PICCO, LUI ELETTO – In alcuni circoli iniziano così ad esserci i primi abbandoni, dalle cui lettere di dimissioni emerge una feroce critica all’oligarchia provinciale del partito che da una parte non tiene conto delle esigenze del territorio e che dall’altro protegge e “blinda” chi ha legami poco trasparenti nella sanità ionica, in antitesi proprio alla scelta del governatore Vendola che nel luglio scorso aveva fatto dimettere ben 5 assessori senza aspettare alcun intervento della magistratura (arrivato solo poche settimane fa con l’arresto di Frisullo). Torniamo quindi ai giorni nostri. Mazzarano, nonostante la bufera, viene eletto con 6340 preferenze (oltre 4000 nella sua Massafra), risultando il terzo degli eletti del PD nel collegio (seggio scattato grazie al premio di maggioranza). Il PD Ionico subisce però una debacle pazzesca perdendo circa 9 punti percentuali e 28000 voti rispetto alle regionali del 2005 (dal 29,4% di DS+DL al 20,7% attuale), nonostante il risultato positivo di Vendola (51,4% che fra l’altro è il miglior risultato fra le province pugliesi dove riesce ad incrementare i consensi rispetto al 47,6% del 2005) e riuscendo a portare a casa 4 consiglieri solo grazie ai due premi di maggioranza e di governabilità (su quest ultimo si attendono le decisioni della Corte di Appello). Fra l’altro, la scelta delle candidature “di servizio” si dimostra fallace poiché sommando le preferenze dei tre candidati meno votati non si riesce ad arrivare nemmeno a 1200 preferenze.

ERA STATO FRAINTESO - Nella zona occidentale della provincia il PD perde una marea di voti (dal -30% di Laterza, al -18% di Castellaneta solo per citare due casi fra i più emblematici, ma anche nella Massafra di Mazzarano il PD riesce a perdere circa 3 punti percentuali).In queste condizioni arriva però il colpo di scena: Mazzarano ritratta la parola data durante la campagna elettorale e seguendo le lezioni di Berlusconi annuncia di «Non voler tradire la volontà degli elettori». Vendola intervistato lo stesso giorno da Repubblica «ritiene assai opportuno che (n.d.r.: Mazzarano) tenga fede all’impegno preso (n.d.r.: le dimmissioni)». Ricomincia quindi la gazzarra nel PD regionale con l’On. Capano che chiede al segretario di far rispettare la parola e di seguire le parole del governatore Vendola e con lo stesso Blasi che ritiene inopportune le dimissioni perché non presenti nel codice etico del PD e che sbotta nei confronti della parlamentare:«Basta con i “fighetti” del partito pronti, comodamente seduti in salotto, a spendere giudizi e a chiedere. Quando cominceranno a “dare” dall´alto della loro nomina in Parlamento?». E ancora: «Mentre il governo affondava l´articolo 18 non ho sentito alcuna presa di posizione dell´onorevole Capano. Quante volte lei è stata davanti ai cancelli dell´ex Agile o di altri stabilimenti in crisi? Il Partito, nella chiarezza dei suoi organismi dirigenti saprà chiedere ciò che deve a tutti. Il Pd che verrà – ha concluso Blasi - o smette di essere il luogo del protagonismo dei singoli e dello sproloquio pubblico o non verrà».

COME SILVIO - La Capano non ha fatto attendere la sua risposta al segretario: «La volgarità della risposta di Blasi si commenta da sé. Io ribadisco la mia vergogna per il fatto che il segretario del mio partito protegga chi tradisce la parola data ed insulti chi da tale amoralità si dissocia. Quanto al mio lavoro di parlamentare basta consultare il sito della Camera per trovarlo documentato ed in ogni caso non sapevo che recarsi davanti ai cancelli dell´ex Agile esonerasse i politici da rigore morale ed etica pubblica».Intanto in queste ore ci sarà un incontro tra Blasi e Mazzarano, ma il futuro ci riserverà altre puntate della telenovela e mentre la “Puglia Migliore” di Vendola tenta di essere alternativa alla destra e di scrollarsi i suoi “brutti vizi”, un’altra Puglia quella di una parte del PD vuole copiare Berlusconi e i suoi modi, ma puntualmente viene punita dai cittadini.

Trovate l'articolo qui

Ultime novità direttamente dalla Gazzetta del Mezzogiorno qui. Non so se ridere o piangere...

Ultimissima sconvolgente Mazzarano indagato per corruzione

giovedì 12 marzo 2009

E' lecito votare contro il proprio partito di riferimento?


Fino a qualche tempo fa questa domanda non me la sarei mai posta, avrei votato turandomi il naso, scegliendo "il meno peggio".
Oggi invece mi sento un esule senza partito, così come ha scritto Diamanti qualche tempo fa su Repubblica. Ho creduto nel PD come Partito Nuovo, ho partecipato alle sue primarie (anche alle più farsesche della Giovanile) ma allo stesso tempo son rimasto nel limbo dei senza tessera nonostante la mia passata militanza nella Sinistra Giovanile. Nonostante tutto, ho sempre continuato ad avere qualche speranza nel suo rinnovamento che però, non c'è mai stato.
L'assemblea di Roma di qualche settimana fa (insieme alle non scelte in merito al Testamento Biologico) hanno però fatto crollare ogni speranza.

Questo tirare a campare sta distruggendo il PD, l'opposizione, la sinistra e il Paese in generale.

Penso che l'unica arma che ha ancora l'elettore del PD, è il non voto o meglio ancora il voto di protesta nei confronti di altre liste affini alle prossime Europee. Probabilmente solo allora l'oligarchia del PD noterà che il suo non avere linee precise e il suo è l'unico vero cancro del partito.
Non so se andrò a votare a giugno (per motivi logistici visto che abito a Milano ma il mio collegio elettorale è quello dell'Italia Meridionale), ma se lo farò sicuramente voterò per liste e persone diverse da quelle del PD che però avranno linee comuni a quelle del PSE con la speranza che dalla mazzata il PD possa finalmente nascere così come lo avevamo immaginato.

sabato 4 ottobre 2008

Giovani Democratici: quante ombre!

In questi giorni sono state raccolte (e consegnate) le firme per le candidature alle primarie dei Giovani Democratici.
Tutto il percorso è stato abbastanza oscuro, fra moduli fantasma, manifesto d'intenti ufficializzato negli ultimi giorni e casini vari e sopratutto scarsa comunicazione (ma non si fanno le primarie per avere il massino seguito possibile?). Primarie che sin dall'inizio sono sembrate di facciata, visto che da più parti già si indica il vincitore.
Ma veniamo a me. Di queste primarie non ne penso un gran bene. Credo che di una giovanile così gerarchizzata non ci sia molto bisogno. Chi proviene da Sg (come me) o dai GdM lo sa bene. Le giovanili funzionano bene, ma solo nei livelli più bassi, quelli delle sezioni e dei circoli, oltre sono soltanto dei piccoli potentati dove piccoli burocrati cercano di "arrivare". Ho fatto parte di due sezioni della Sg in due provincie diverse (Castellaneta (TA) e sez. Universitaria Milano specificatamente quella del Politecnico), e in entrambe le occasioni ho notato l'assenza del lavoro di coordinamento che dovrebbe avere una federazione provinciale (in realtà ho visto l'assenza delle stesse) fra le varie sezioni, ma allo stesso tempo non ho mai capito cosa facessero a Roma (caso strano il più probabile segretario nazionale sarà proprio il vecchio segretario della Sg).
In molti affermano che la giovanile è necessaria per evitare che i giovani abbiano un trauma con la politica degli adulti e che una giovanile (più o meno separata dal partito) serve per avere una maggiore forza contrattuale con il Partito.
Se l'obiettivo è quello di rendere meno traumatico l'incontro dei giovani con la politica, non è meglio una struttura "orizzontale" più snella con presenza di giovanili solo su base di circolo? Se invece l'obiettivo è quello di essere più "autorevoli" rispetto ai grandi non è più credibile confrontarsi direttamente con gli adulti nel Partito senza alcuna riserva indiana? Non è che invece i nostri ggiovani vogliono essere pari-pari ai "vecchi" con una loro struttura parallela e con posti di potere (molti dei quali con stipendi)?
Le miei idee maturate dall'esperienza che nasce dalla mia prima tessera Sg ('99) dice questo. Gli "adulti" ci hanno sempre ascoltato senza alcun apparato e a chi si avvicinava alla politica non importava nulla di avere un segretario nazionale, ma voleva discutere anche direttamente con i più "grandi".
Difficilmente andrò a votare per queste primarie, sia perché non condivido l'utilità della giovanile, sia perchè mi sembrano già decise dall'apparato (e non voglio fare da comparsa), ma se proprio dovrei farlo darei sicuramente una mano a quegli outsider che in questi giorni stanno lottando contro i mulini a vento.

Qualche link d'interesse per saperne di più:

Dario Marini candidato alla segreteria nazionale di area "ulivista"
Giulia Innocenzi candidata alla segreteria nazionale di area "radicale"
Salvatore Bruno candidato alla segreteria nazionale
PdPoli i ragazzi del Politecnico di Milano candidati alle varie assemble


edit: aggiunto Salvatore Bruno grazie all'informazione di Innoxius

giovedì 8 novembre 2007

Sg è morta! Ora bisogna guardare al futuro!

Ringrazio Carlo per la mail con l'articolo che riporto in seguito.

Al Pd serve una nuova grande organizzazione giovanile

di Fausto Raciti e Roberto Speranza, Segretario e Presidente della Sinistra Giovanile Nazionale
7 novembre 2007

La stagione politica che si è aperta con la nascita del Pd rappresenta una straordinaria opportunità per le giovani generazioni. Si tratta, innanzitutto, di ridare senso e funzione alla politica, di ridefinirne un profilo tale da renderla il principale strumento per la costruzione di una realtà migliore.

Le sfide che l'Italia ha davanti a sé sono alte e complesse. Trovare il proprio posto nel "nuovo mondo", quello globalizzato, rafforzare il processo di integrazione comunitaria, ricostruire coesione tra i tanti pezzi che compongono il "mosaico sociale" della nazione: nord e sud, giovani e non, lavoratori precari e stabili, cittadini ed extracomunitari. Solo così sarà possibile ridare fiducia a ragazzi condannati dagli assetti sociali dell'Italia a competere nella parte bassa e dequalificata del mercato del lavoro, presi da una certa sfiducia - dato più antropologico che politico - nelle proprie possibilità, in un Paese che cresce poco e redistribuisce sempre in direzione degli interessi organizzati.

La "nuova politica" dovrà essere in grado di costruire un rinnovato senso dell'essere italiani, una nuova missione collettiva rispetto al futuro dell'Italia.

Il Pd, serve prima di tutto a questo. Nella sua azione politica e di governo, dovrà misurare costantemente la sua sintonia con la nostra generazione. Dovrà saper intaccare e disarticolare le corporazioni della società italiana, mettere realmente al centro i saperi, la scuola e l'università, concepiti come gli asset fondamentali della società di oggi e del futuro, saper promuovere merito, talenti ed innovazione, liberando il lavoro dalle degenerazioni della precarietà e offrendo al Paese una prospettiva di equità e sviluppo.

Le prime scelte del nuovo partito vanno nella direzione giusta. Le elezioni primarie e la composizione delle assemblee costituenti segnalano una carica di innovazione significativa. La parità dei generi e la presenza degli "under 30" sono un elemento di indiscutibile avanzamento sul terreno dell'innovazione della politica. Su queste basi riteniamo fondamentale dar vita ad un nuovo grande soggetto politico generazionale.

Ci ha fatto riflettere vedere tanti giovani votare e candidarsi. Quando parliamo di giovani parliamo essenzialmente di studenti, ricercatori, lavoratori e disoccupati, che hanno deciso di fare un pezzo della loro strada insieme a noi, nel Pd. Questi ragazzi hanno partecipato perché, per una volta, hanno avuto l'occasione di essere protagonisti. Tale protagonismo non crediamo vada disperso, ma valorizzato.

Siamo ragazzi di questo paese che con fatica e piacere, quotidianamente lavorano per un paese migliore con migliaia di coetanei.

Vogliamo dare vita ad un progetto politico e generazionale, che interpreti le esigenze dei giovani italiani, strutturato, fortemente territoriale, plurale nelle forme e nei linguaggi. Non ci interessano operazioni di facciata, ma la creazione di nuovi spazi con tutti i ragazzi disposti a farlo, da Enna a Bolzano, da Bari a Genova. Non ci vogliamo ghettizzare, ma offrire a questo nuovo grande partito l'opportunità di "dare priorità al futuro".
Lo ha scritto bene su "Europa", pochi giorni fa, Piero Giacon, giovane costituente del Pd.

La Sinistra Giovanile ed i Giovani della Margherita, le due organizzazioni giovanili di Ds e Dl, sono stati strumenti importanti di rapporto con le giovani generazioni. Esse hanno promosso la partecipazione studentesca nelle scuole e nelle università, nei luoghi dell'aggregazione, nei territori, sensibilizzando una generazione su grandi temi come la pace, il lavoro, l'ambiente, i diritti e misurandosi con le grandi e piccole battaglie del quotidiano.

Oggi va reinterpretato il ruolo di queste organizzazioni. Lo vogliamo fare in forme nuove, facendo all'associazionismo e dei movimenti, così come delle tante realtà che guardano con interesse alla costruzione del Pd elementi costitutivi, linfa vitale, per il nostro nuovo percorso.

Lo vogliamo fare mettendo al centro quelli che il 14 ottobre hanno votato alle primarie, e quelli che ad ogni livello, con determinazione e coraggio, sono stati eletti. Siamo convinti che questo sia il modo migliore per fare vivere il Pd tra le giovani generazioni, offrendo loro una casa, un luogo in cui partecipare in maniera attiva alla vita del loro Paese. Pensiamo ad un'organizzazione che incontrerà i giovani italiani nei luoghi dove essi vivono quotidianamente. Nelle scuole, nelle università, sul lavoro, come pure nei luoghi della socializzazione e del divertimento. Per questo crediamo che sia indispensabile, a partire dai prossimi giorni, iniziare il percorso per dare vita al nuovo soggetto generazionale, partendo dagli eletti nelle varie assemblee costituenti ma sapendo che gli eletti non sono sufficienti. Per questo ci rivolgiamo alla Sinistra Giovanile, ai Giovani della Margherita, a tutte le reti associative giovanili che in queste settimane hanno lavorato alle elezioni primarie ed a tutte le ragazze e i ragazzi che il 14 ottobre hanno votato.

Ci rivolgiamo a tutti i ragazzi di questo paese ed al segretario Walter Veltroni, perché ascolti la nostra richiesta di attenzione verso la nuova politica, che non può che passare per le giovani generazioni: crediamo che sia indispensabile, a partire dai prossimi giorni, costruire un comitato promotore nazionale e relativi comitati regionali. Chiediamo che siano protagonisti di questo la Sinistra Giovanile ed i Giovani della Margherita che, a partire dagli eletti nelle assemblee costituenti, costruiscano una rete per dare vita al nuovo soggetto generazionale.

Per parte nostra, la Sinistra Giovanile metterà a disposizione tutte le proprie migliori risorse, la propria storia e la propria esperienza; nella convinzione che oggi più che mai le ragioni dell'impegno politico della nostra generazione abbiano senso e trovino un campo fertile e ampio in cui cimentarsi per la costruzione di una realtà migliore.